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Notizie riguardo il simulacro dell’Immacolata:

Di questa opera non conosciamo nè l'anno di esecuzione, nè l'autore, nè il committente. Sappiamo solo che è stata attribuita da alcuni studiosi alla scuola dei Bagnasco e da altri alla scuola dei Quattrocchi. L’opera è stata realizzata verso la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. 

Nel 1990, in occasione dell'ultimo restauro della statua dell'Immacolata, eseguito da Rosolino La Mattina per interessamento della congregazione che ha curato la raccolta dei fondi, è stato effettuato, da Felice Dell'Utri, un interessante studio sull'opera e sugli scultori e scuole operanti nel XVIII secolo nell'ambito del palermitano. Neanche in questa occasione si è arrivati a stabilire con certezza a quale autore o a quale scuola attribuire le tre statue. Comunque si può dire che nella scultura esistono molti elementi che lasciano intuire che ci troviamo di fronte a un’opera eseguita nella bottega dei Quattrocchi e, forse, da Francesco, in tempi diversi.

Nella figura dell'Immacolata l'autore mira ad evidenziare l'eleganza e la signorilità proprie del Settecento, creando una scultura che esprime, anche se in una forma non molto accentuata, il fasto dell'epoca. Il movimento del panneggio, il roseo volto incorniciato dalla nera chioma e le paffute mani, danno l'immagine di una signorile dama della aristocrazia palermitana dell'epoca.

Esteticamente ci troviamo di fronte a una bella immagine della Madonna, bellezza voluta e saputa interpretare dall'autore anche perché era proprio questo il fine che egli si era proposto nel realizzare la scultura: dare alla figura della Madre di Dio, la bellezza estetica più rappresentativa del tempo.

Interessante è il movimento frastagliato e irregolare dei panneggi, con andatura pressoché verticali ed obliqui, articolati in modo da ottenere volumi e contrasti chiaroscurali armonici ed equilibrati.  La dinamica composizione a zig zag, ravvivata da una forte tensione ascensionale, è formata dalla immagine della Madonna sopra il globo ricoperto da una nube dalla quale fuoriescono tre testine di cherubini alati (simbolo della Trinità) e la luna crescente con le punte rivolte in basso (simbolo della castità).  Due delle teste di cherubini, emergono dal lato concavo per equilibrare un lembo di panneggio che emerge dal lato opposto.

Le mani che stanno sovrapposte sul cuore, simboleggiano il messaggio d'amore verso l'umanità.

La Consacrazione a Maria - che cos'è? -

Nel Vangelo di Giovanni (19-27) Gesù dalla croce disse: "Donna ecco il tuo figlio" poi disse al discepolo: "Ecco la tua Madre!". E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.
L'apostolo con quel gesto si consacrò a Maria: la prese nella sua casa. E' la risposta gioiosa che definisce un nuovo rapporto con la Madre di Gesù.

Con la nostra consacrazione anche noi intendiamo riconoscere chi è Maria per noi, ciò che Ella fa per noi, chi siamo noi per Lei, ciò che noi dobbiamo fare per Lei, anche noi vogliamo prenderla nella casa della nostra vita

 


 

Vergine Immacolata, Madre mia, Maria,
io rinnovo a Te oggi e per sempre,
la consacrazione di tutto me stesso
perché tu disponga di me
per il bene delle anime.
Solo Ti chiedo,
o mia Regina e Madre della Chiesa,
di cooperare fedelmente alla Tua missione
per l'avvento del Regno di Gesù nel mondo.
Ti offro, pertanto,
o Cuore Immacolato di Maria, le preghiere,
le azioni e i sacrifici di questo giorno.
 

O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che a te ricorriamo e per quanti a te non ricorrono, in particolare per i nemici della santa Chiesa  e per quelli che ti sono raccomandati.

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