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Lo
statuto nazionale della GiFra, Il
Nostro Volto, è composto di due parti nettamente
distinte:
-
la
"Forma di vita"
(artt. 1-10), contenente i principi ispirazionali della vita
spirituale e apostolica dei giovani francescani;
le
"Norme
organizzative"
(artt. 11-41), che non solo precisano la struttura giuridica
della Fraternità GiFra ma in certi casi completano e
chiariscono la stessa forma di vita.
Di
seguito è riportato lo statuto GiFra.
FORMA
DI VITA
Identità
e natura della Gi.Fra.
1.
La
GiFra è la Fraternità dei giovani che si sentono chiamati dallo
Spirito Santo a fare l'esperienza della vita cristiana alla luce
del messaggio di S. Francesco d'Assisi, all'interno della Famiglia
Francescana. A motivo della scelta francescana vissuta nella
Secolarità, i giovani maturano la loro vocazione nell'ambito
della famiglia dell'Ordine Francescano Secolare di cui la Gioventù
Francescana è parte integrante.
2.
I
Giovani Francescani considerano la Regola dell'O.F.S., approvata
da Paolo VI, come documento ispirazionale della propria vita e
come singoli e come Fraternità, confermando tale scelta mediante
la "Promessa" (cfr. art. 5).
3.
La
norma di vita dei giovani francescani è il Vangelo: in ogni sua
parola, come in ogni uomo, essi sanno di incontrare Gesù Cristo;
per questo si impegnano assiduamente a "passare dal Vangelo
alla vita e dalla vita al Vangelo" (Regola O.F.S., art. 4).
4.
La
GiFra offre il servizio fraterno ed i mezzi per raggiungere la
maturità umana, cristiana e francescana, contribuendo in tal modo
a "rendere presente il carisma del comune serafico Padre
nella vita e nella missione della Chiesa" (Regola O.F.S.,
art. 1).
Impegni
e metodi
5.
La
"Promessa" è l'impegno del giovane a conoscere ed a
vivere il Vangelo secondo l'esempio di S. Francesco in seno alla
propria Fraternità, che lo accompagna nel cammino di ricerca e di
crescita spirituale.
6.
In
conformità all'articolo 2 la "Forma di vita" della
Gioventù Francescana è la seguente:
a)
...ricerchino
la persona vivente ed operante di Cristo nei fratelli, nella Sacra
Scrittura, nella Chiesa e nelle Azioni Liturgiche. La Fede di S.
Francesco che dettò queste parole: "niente altro vedo
corporalmente in questo mondo dello stesso Altissimo Figlio di Dio
se non il Suo Santissimo Sangue", sia per essi l'ispirazione
e l'orientamento per la vita Eucaristica (Regola O.F.S.).
b)
Sepolti
e risuscitati con Cristo nel Battesimo, che li rende membri vivi
della Chiesa, ...si facciano testimoni e strumenti della sua
missione tra gli uomini, annunciando Cristo con la vita e con la
parola. Ispirati da S. Francesco e con lui chiamati a ricostruire
la Chiesa, si impegnino a vivere in piena comunione con il Papa, i
Vescovi ed i Sacerdoti in un fiducioso ed aperto dialogo di
creatività apostolica (Regola O.F.S., art. 6).
c)
...In
virtù della loro vocazione, sospinti dalla dinamica evangelica,
conformino il loro modo di pensare e di agire a quello di Cristo
mediante un radicale mutamento interiore che lo stesso Vangelo
designa con il nome di "conversione", la quale, per
l'umana fragilità, deve essere attuata ogni giorno. In questo
cammino di rinnovamento il Sacramento della Riconciliazione è
segno privilegiato della misericordia del Padre e sorgente di
grazia (Regola O.F.S., art. 7).
d)
Come
Gesù fu il vero adoratore del Padre, così facciano della
preghiera e della contemplazione l'anima del proprio essere e del
proprio operare. Partecipino alla vita sacramentale della Chiesa,
soprattutto all'Eucaristia, e si associno alla preghiera liturgica
in una delle forme dalla Chiesa stessa proposte, rivivendo così i
misteri della vita di Cristo (Reg. O.F.S., art. 8).
e)
La
Vergine Maria, umile serva del Signore, disponibile alla sua
parola ed a tutti i suoi appelli, fu circondata da Francesco di
indicibile amore e fu designata Protettrice ed Avvocata della sua
Famiglia. I giovani francescani manifestino a lei il loro ardente
amore, con la imitazione della sua incondizionata disponibilità e
nella effusione di una fiduciosa e cosciente preghiera (Reg.
O.F.S., art. 9).
f)
Unendosi
all'obbedienza redentrice di Gesù che depose la sua volontà in
quella del Padre, adempiano fdelmente agli impegni propri della
condizione di ciascuno nelle diverse corcostanze della vita, e
seguano Cristo povero e crocifisso, testimoniandolo anche tra le
difficoltà e le persecuzioni (Reg. O.F.S., art. 10).
g)
Cristo,
fiducioso nel Padre, scelse per Sé e per la Madre sua una vita
povera ed umile, pur nell'apprezzamento attento ed amoroso delle
realtà create; così... (i giovani) cerchino nel distacco e
nell'uso una giusta relazione ai beni terreni, semplificando le
proprie materiali esigenze; sian consapevoli poi di essere,
secondo il Vangelo, amministratori dei beni ricevuti a favore dei
figli di Dio. Così, nello spirito delle "Beatitudini",
s'adoperino a purificare il cuore da ogni tendenza e cupidigia di
possesso e di dominio, quali "pellegrini e forestieri"
in cammino verso la casa del Padre.
h)
Testimoni
dei beni futuri ed impegnati nella vocazione abbracciata
all'acquisto della purità di cuore, si renderanno così liberi
all'amore di Dio e dei fratelli (Reg. O.F.S., art. 12).
i)
Come
il Padre vede in ogni uomo i lineamenti del suo Figlio,
primogenito di una moltitudine di fratelli, ...accolgano tutti gli
uomini con animo umile e cortese, come dono del Signore e immagine
di Cristo. Il senso di fraternità li renderà lieti di mettersi
alla pari con tutti gli uomini, specialmente dei più piccoli, per
i quali si sforzeranno di creare condizioni di vita degne di
creature redente da Cristo (Reg. O.F.S., art. 13).
l)
Chiamati,
insieme con tutti gli uomini di buona volontà, a costruire un
mondo più fraterno ed evangelico per la realizzazione del Regno
di Dio, consapevoli che "chiunque segue Cristo, Uomo
perfetto, si fa lui pure più uomo", esercitino con
competenza le proprie responsabilità nello spirito cristiano di
servizio (Reg. O.F.S., art 14).
m)
Siano
presenti con la testimonianza della propria vita umana ed anche
con iniziative coraggiose, tanto individuali che comunitarie,
nella promozione della giustizia ed in particolare nel campo della
vita pubblica, impegnandosi in scelte concrete e coerenti alla
loro fede (Regola O.F.S., art. 15).
n)
Reputino
il loro lavoro come dono e come partecipazione alla creazione,
redenzione e servizio della comunità umana (Reg. O.F.S., art.
16).
o)
Nella
loro famiglia vivano lo spirito francescano di pace, fedeltà e
rispetto della vita, sforzandosi di farne il segno di un mondo già
rinnovato in Cristo (Reg. O.F.S., art. 17).
p)
Quali
portatori di pace e memori che essa va costruita continuamente,
ricerchino le vie dell'unità e delle fraterne intese attraverso
il dialogo, fiduciosi nella presenza del germe divino che è
nell'uomo e nella potenza trasformatrice dell'amore e del perdono.
Messaggeri di "perfetta letizia", in ogni circostanza,
si sforzino di portare agli altri la gioia e la speranza (Reg.
O.F.S., art. 19).
q)
Abbiano
rispetto verso le altre creature, animate ed inanimate, che «dell’Altissimo
porta significazione», e si sforzino di passare dalla tentazione
di sfruttamento al francescano concetto di fratellanza universale.
7.
Per
realizzare pienamente questa forma di vita, secondo schemi propri
delle necessità del mondo giovanile e della sua pedagogia, i
giovani francescani:
a)
vivono
la Fraternità come un segno visibile della Chiesa, comunità
d'amore, e l'ambiente privilegiato in cui si sviluppano il senso
ecclesiale e la vocazione cristiana e francescana, nonché come
luogo ove naturalmente viene animata la vita apostolica dei suoi
membri;
b)
si
inseriscono pienamente, in modo attivo ed operante, nella vita
della Chiesa locale, aprendosi a tutte le prospettive ministeriali
e pastorali;
c)
intensificano
il dialogo e la collaborazione tanto con le Fraternità
francescane quanto con gli altri gruppi ecclesiali, allo scopo di
un maggior arricchimento reciproco e di un più efficace servizio
alla Chiesa ed alla società;
d)
rispondono
generosamente alle indicazioni che le Fraternità nazionale e
regionale offrono in merito alla formazione attraverso i sussidi,
i campi scuola, i corsi di aggiornamento, ritiri, momenti di
preghiera, revisione di vita e simili iniziative atte allo scopo;
e)
si
avvalgono nell'apostolato di tutti i mezzi che si ritengono idonei
per una efficace e moderna evangelizzazione (mezzi di
comunicazione sociale ed artistica).
8.
La
Fraternità giovanile francescana promuove incontri atti a
preparare ed a formare i giovani ed i fidanzati alla vita
sacramentale del matrimonio.
9.
Particolare
attenzione i giovani rivolgono alle forme di volontariato, atte ad
assicurare un servizio umano, responsabile e disinteressato, ai
fratelli, specialmente nell'ambito del proprio territorio e nella
prospettiva della riconciliazione in campo nazionale ed
internazionale.
10.
L'interesse
dei giovani francescani è rivolto anche al momento ricreativo,
che vuole essere un ulteriore testimonianza della gioiosa
esperienza di vita fraterna.
NORME
ORGANIZZATIVE
11.
La Gioventù Francescana vi ed opera articolata in Fraternità a
di verso livello - locale, regionale e nazionale - collegate e
coordinate tra loro e proiettate nel contesto internazionale.
12.
Si ritengono formalmente costituite quelle Fraternità che, avendo
un numero sufficiente di giovani che hanno pronunciato la
“Promessa”, abbiano ricevuto riconoscimento scritto
dall'organo superiore Gi.Fra. competente, in armonia con la
Fraternità O.F.S., se esiste in loco, o con il consiglio
regionale (= prov.le) O.F.S.
Appartenenza
13.
Possono far parte di una Fraternità i giovani che hanno compiuto
i 14 anni di età e possibilmente non superato i 30. Questo ultimo
limite non si applica ai dirigenti nazionali e regionali in
carica.
14.
I giovani che hanno compiuto i trenta anni di età continuano la
loro esperienza di vita evangelica preferibilmente nell'Ordine
Francescano Secolare o in altre forme di vita ecclesiale. Si
raccomanda tale scelta anche ai coniugati.
15.
I candidati premettono una preparazione di almeno sei mesi alla
“Promessa”, dopo di che diventano membri effettivi della
Gioventù Francescana. L'ammissione alla “Promessa” è decisa
dal Consiglio della Fraternità Locale.
16.
Con molta solennità si celebri la “Festa della Promessa”,
nella quale i giovani assumono o rinnovano annualmente, gli
impegni di vita evangelica propri della Gi.Fra. In tale occasione
si può effettuare la consegna di un distintivo francescano,
preferibilmente il Tau.
Collaborazione
con l'O.F.S.
17.
Per favorire una più stretta ed intensa comunione con I'O.F.S. i
Consigli della Gi.Fra. di ogni grado designino un proprio
rappresentante, possibilmente “professo”, presso la Fraternità
O.F.S. e chiedano a questa un professo suo delegato presso la
Fraternità Giovanile. Il delegato O.F.S. ha diritto di voto nel
Consiglio della Gi.Fra. cui partecipa.
Organismi
18.
Gli organismi attraverso i quali la Fraternità esprime la propria
funzionalità sono: l'Assemblea, il Consiglio, il Presidente e,
per quanto attiene la parte spirituale, l'Assistenti. Il
funzionamento di tali organi è regolato da norme specifiche.
Il
consiglio
22.
Il Consiglio è l'organo esecutivo delle decisioni e delle
direttive della propria Assemblea e di quella di grado superiore,
e assicura il regolare funzionamento della Fraternità. In
particolare il suo compito è:
a)
animare e coordinare le
attività della Fraternità;
b)
indire corsi di aggiornamento, di studio, di esercizi spirituali,
convegni, raduni e simili iniziative;
c)
curare le formazione dei dirigenti e degli animatori;
d)
interessarsi della Stampa e degli altri mezzi di comunicazione
sociale;
e)
discutere ed approvare la relazione annuale preparata dal
presidente;
f)
animare e stimolare i Consigli di grado inferiore;
g)
tenere vivi i rapporti ed accrescere di continuo la collaborazione
con tutta la Famiglia Francescana, particolarmente con l'O.F.S.,
mediante programmazioni ed iniziative comuni specie nell'ambito
della Chiesa locale;
h)
promuovere e curare le associazioni degli “Araldini” in
collaborazione con l'O.F.S., nonché le opere missionarie e
vocazionali;
i)
eleggere entro sei mesi, e per il periodo di scadenza del
Consiglio, un nuovo presidente qualora quello in carica non
potesse esercitare più il proprio ufficio per qualsiasi motivo;
l)
nominare un altro Consigliere, sempre fino alla scadenza del
Consiglio in carica, allorché qualcuno venisse meno per qualsiasi
ragione;
m)
cooptare altri consiglieri, purché il loro numero non superi
globalmente un terzo di quelli regolarmente eletti;
n)
dichiarare decaduto il Presidente od il Consigliere che, senza
validi motivi, sia stato assente, a livello nazionale, a livello
regionale (= prov.le) per tre volte consecutive.
23.
Il Consiglio Naz.le è formato dal Presidente e da altri cinque
membri più l'assistente; il Consiglio Reg.Ie (= prov.le) e locale
sono composti dal presidente e di un numero di membri adeguato
all'entità ed all’attività della Fraternità, più
l'assistente di pari grado. E' consentita la nomina, da parte dei
rispettivi Consigli, di una segreteria per il disbrigo delle
pratiche ordinarie. Ai Consiglieri è affidata la promozione e la
cura dei vari settori di attività della Fraternità.
24.
Il Consiglio naz.le si riunisce almeno due volte all'anno; quello
reg.Ie (= prov.le) almeno tre volte; il locale almeno una volta al
mese,
25.
I Consiglieri naz.li fanno parte di diritto dei Consigli di grado
inferiore di propria residenza con diritto di voto. Così intendesí
per i Consiglieri reg.Ii (= provinciali).
26.
I Consigli di grado superiore hanno la giurisdizione su quelli
inferiori per la soluzione dei casi che di volta in volta si
presentano.
Il presidente
27.
Il Presidente è il responsabile di tutta l'animazione della
propria Fraternità e dei vari uffici e mansioni in ordine alla
sua funzionalità. Egli rappresenta la Fraternità stessa e cura
l'esecuzione delle direttive delle Assemblee e del Consiglio. E'
coadiuvato in tutto da un Vice, eletto tra i Consiglieri, il quale
lo supplisce durante la sua assenza, salvo quanto prescritto
all'articolo 22/i.
L'assistente spirituale
28.
In segno di comunione con tutta la Famiglia Francescana, il
Consiglio della Gi.Fra. richiede ai competenti superiori un
Assistente che curi spiritualmente i singoli e la Fraternità
tutta. Egli salvaguarda e nutre il senso ecclesiale ed il carisma
francescano, favorisce la formazione di base e specifica, nonché
la promozione globale di tutta la Fraternità. Egli fà parte di
diritto dei Consigli e delle Assemblee del suo grado.
A
livello naz.le e reg.Ie (= prov.) se possibile, insieme con
l'Assistente, fanno parte dei rispettivi consigli altri religiosi
francescani, comunque non più di tre, che si occupino
specificatamente della Gi.Fra. Nei luoghi ove non fossero presenti
religiosi francescani, il compito dell'Assistenza è affidato ad
altri sacerdoti o religiosi.
Le elezioni
29.
La designazione agli incarichi di presidente e di consigliere di
qualsiasi grado avviene a mezzo di elezioni, e queste si
effettuano a scrutinio segreto.
30.
Per l'elezione del Presidente e vice-Presidente di qualsiasi
livello è richiesta la maggioranza assoluta dei voti dei presenti
nel primo e nel secondo scrutinio, mentre nel terzo si procede per
ballottaggio tra i due che nell'ultimo scrutinio hanno ottenuto
maggior voti.
Per
l'elezione a Consiglieri di qualsiasi grado è sufficiente la
maggioranza relativa dei voti dei presenti, purché i votanti non
siano inferiore ad un terzo.
31.
Con una prima votazione si eleggono i Consiglieri; tra questi poi,
con una successiva votazione, si elegge il Presidente; con una
terza il vice Presidente, sempre tra gli eletti. Copia del
documento affermante l'avvenuta elezione, firmata dal Presidente e
dal Segretario dell'Assemblea elettiva, è inviata al Consiglio di
grado immediatamente superiore.
32.
Le Assemblee elettive, perché siano valide, oltre
all'applicazione delle presenti norme, devono essere presiedute
dal Presidente di grado superiore o da un suo delegato, alla
presenza dell'Assistente dello stesso livello. Le Assemblee
elettive nazionali sono presiedute dai Presidenti naz.li O.F.S. (o
loro delegati).
33.
Il Presidente ed i Consiglieri naz.li e reg.Ii (= prov.li) durano
in carica tre anni; quelli locali due anni. I Presidenti naz.li e
reg.Ii possono essere rieletti per un solo periodo immediatamente
successivo.
34.
Il Presidente nazionale e quello regionale (= provinciale) siano
“ professi ”.
35.
Nell'elezione del Presidente e dei Consiglieri locali, hanno
diritto al voto, con l'Assistente, tutti i membri effettivi della
Fraternità. Nell'elezione a livello regionale hanno diritto al
voto, oltre l'assistente ed i suoi collaboratori (cfr. art. 28),
tutti i membri dell'Assemblea reg.Ie (= prov.le). Parimenti
avviene, in modo analogo, a livello nazionale.
NORME
FINALI
Interobbedenzialità
36.
Finché esistono le Obbedienze funzionano anche un'Assemblea ed un
Consiglio Interobbedienziale ad ogni livello.
37.
L'Assemblea naz.le Interobbedienziale è l'espressione delle
Assemblee di tutte le obbedienze. Essa si riunisce ogni tre anni
ed è presieduta dal Presidente del Consiglio Interobbedienziale (cfr.
art. 38). Oltre ai compiti descritti all'articolo 21, è di sua
competenza l'approvazione, l'aggiornamento e la interpretazione
delle presenti norme salvo la ratifica dei competenti superiori.
Alla Assemblea nazionale Interobbedienziale partecipano i Consigli
naz.li, i Presidenti e gli Assistenti regionali (= provinciali)
della Gi.Fra. (o loro delegati), un congruo numero di gifrini
stabiliti dal Consiglio naz.le Interobbedienziale ed eletti dalla
base nelle singole regioni (= province religiose), nonché i
Presidenti ed Assistenti nazionali dell'O.F.S. (o loro delegati).
All'Assemblea regionale (= provinciale) Interobbedienziale
partecipano i Consigli reg.Ii, i Presidenti e gli Assistenti
locali (o loro delegati) nonché i Presidenti ed Assistenti reg.Ii
(=provinciali dell'O.F.S. o loro delegati).
38.
Il Consiglio nazionale Interobbedienziale è composto dei
Presidenti e vice Presidenti nazionali, degli Assistenti nazionali
e da un delegato del Consiglio nazionale Interobbedienziale
dell'Ordine Francescano Secolare. E' presieduto ed assistito, a
turno annuale, dai Presidenti ed Assistenti delle varie
Obbedienze. Suo compito è:
a)
animare e coordinare il lavoro dei Consigli Nazionali;
b)
preparare, convocare ed animare l'Assemblea naz.le Interob.le;
c)
indicare al Consiglio Internazionale dell'O.F.S. ed agli altri
eventuali organismi i propri rappresentanti;
d)
dispensare, nei singoli casi, dalle presenti norme.
39.
I Consigli Interobbedienziali di grado inferiore sono composti e
funzionano in modo analogo a quello nazionale.
Contributi
40.
Per le spese occorrenti alla vita ed all'attività della
Fraternità, in segno di comunione e di solidarietà, tutti
offrono un contributo nella misura indicata dalle Assemblee ai
vari gradi.
Dichiarazione finale
41.
Le presenti norme valgono per tutta la Gioventù Francescana
d'Italia assistita dalle varie Obbedienze.
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